Dalle indagini del Promotore di Giustizia, a Trump, all'antipapato di Leone XIV. Su Radio Radio

Vergovich: Buongiorno Francesco, un saluto a tutti voi, grazie. Andrea, breve, ma non posso non farti una domanda fuori sacco prima di iniziare. Abbiamo un argomento, abbiamo un po' delle novità interessanti come sempre, però, insomma, vorrei chiederti — e lo faccio — un parere su queste battute a distanza tra il presidente americano e Papa Leone X. Che idea ti sei fatto, Andrea?

Cionci: Certamente. Allora, la "MadMan Theory" è una tecnica politica, la teoria del pazzo, con cui dei capi di Stato simulano la follia — ne parlava addirittura Machiavelli — per confondere gli avversari. Quindi adesso tutti parlano di Donald Trump come di un matto, di uno squilibrato eccetera. Io non ho particolare simpatia per Trump, non lo vedo come il salvatore del mondo, ma certamente non è la narrativa da quattro soldi che viene ammannita di Trump impazzito. È uno che sta perseguendo i suoi scopi con una certa intelligenza comunicativa. E se ha potuto permettersi questi toni con Leone X è perché lui evidentemente sa che non è il Papa. Infatti il 55% degli elettori di Trump sono cattolici; a novembre ci sono le elezioni di medio termine, se Trump non recupera il favore dei cattolici entro novembre rischia grosso, rischia l'impeachment. Quindi è possibile che da qui a novembre avremo delle sorprese. Attenzione, entriamo... ecco, stiamo vedendo pure qualche immagine, anche immagini create dall'intelligenza artificiale, ormai vanno molto di moda, no? Donald Trump che si presenta come il Papa.

Vergovich: Allora, però veniamo alle notizie che ci porti oggi. Partiamo da una notizia forte, una notizia bomba che è venuta dall'estero. La testata canadese-americana LifeSiteNews ha rilanciato un'esclusiva che gli hai offerto proprio tu. Di che si tratta, Andrea?

Cionci: Sì, l'ho dovuta offrire a una testata straniera perché a quelle italiane a cui l'ho offerta non è interessata questa notiziola così da poco. Praticamente ho esibito un documento che vedete: è una lettera dell'ufficio del Promotore di Giustizia, cioè il pubblico ministero dello Stato della Città del Vaticano, che rispondendo a una mia richiesta di accesso agli atti dopo che, come ricordate, nel giugno 2024 avevo depositato un'istanza per la sede impedita di Benedetto XVI e l'attentato da lui subito nel 2012, il Promotore di Giustizia conferma che ci sono indagini in corso. Quindi ripeto per tutti i colleghi giornalisti italiani in ascolto: il Tribunale Vaticano ha in corso delle indagini su una denuncia che Cionci ha fatto sull'usurpazione della sede di Pietro. Pensate che possa essere un argomento di interesse? Non lo so, lascio giudicare ai colleghi.

Vergovich: Allora questa novità, questa notizia... se in Italia è stata commentata, ci racconti? No, oppure no? E dove? E se in Vaticano anche c'è qualche reazione? Perché è possibile che nessuno dica nulla, Andrea.

Cionci: Ma in Italia c'è una censura totale, come ben sai. Questo è un argomento intoccabile, perché sennò i grandi quotidiani non percepiscono i finanziamenti. Cioè, ci sono dei temi sui quali c'è la crocetta nera: uno di quelli è questo qui della sede impedita di Benedetto XVI, non può neanche essere sfiorato. Però, diciamo, la lettera del Promotore di Giustizia tappa la bocca a tutti i miei detrattori che per anni e anni non hanno cercato altro che di lavorarmi ai fianchi, discreditarmi, di ridurmi al silenzio. Le indagini sono in corso e qualcuno dovrebbe cominciare a preoccuparsi.

Vergovich: Allora, ancora la petizione. Ricordiamo l'ultima volta che ci siamo sentiti: avevi avanzato un'ennesima petizione. Raccontaci un po', magari ce lo ricordi in sintesi di che si trattava e come sta andando.

Cionci: Sì, ho già consegnato questa petizione qualche giorno fa con oltre 2.000 firme. Si chiede a tutti i cardinali, sia quelli veri sia quelli falsi di nomina bergogliana, di intervenire a norma dell'articolo 3 della Costituzione Universi Dominici Gregis per far rispettare i diritti dell'ultimo vero Papa, cioè Benedetto XVI, morto martire in sede impedita. E quindi questa petizione ha un valore di vera e propria notifica-esposto. E se i cardinali non intervengono, poi naturalmente si innesca un processo giuridico, cioè un procedimento per cui tu fai una denuncia e se l'ufficiale che riceve la denuncia non la prende in carico, poi passa un guaio. Quindi queste petizioni sono fondamentali perché hanno un vero e proprio valore di notifica barra esposto.

E tra l'altro si chiede anche di fare chiarezza sull'elezione di Leone X, perché — lo ricordiamo — è stato ufficialmente eletto da 108 falsi cardinali di nomina bergogliana. Ci sono in ballo le anime, la salvezza delle anime che è la legge suprema della Chiesa, la liceità dei sacramenti. Cioè, a regola, non si potrebbe andare alla messa in unione con Papa Leone X. Questo è un argomento assolutamente irritante, però è sul tappeto, perché la messa deve essere celebrata in unione con il vero Papa. Se Leone non è il vero Papa, la messa è illecita. Peraltro poi c'è anche in ballo la validità della canonizzazione dei santi, delle beatificazioni e l'affidabilità del magistero. Per cui, per esempio, l'altra volta Leone ha detto che è una cosa positiva che i preti abusatori non siano esclusi dalla misericordia di Dio. Sì, questo è vero, ma manca un pezzo: cioè, si devono pentire, si devono confessare dei loro peccati, e questo pezzetto se l'è dimenticato, probabilmente in omaggio al bergoglismo.

Vergovich: Allora ancora altri elementi sempre sul conclave del 2025. Il giudice Angelo Giorgianni ha inviato al Cardinale Parolin un nuovo studio, perché è emerso un fatto nuovo. Tu ci stai già parlando di questo, vogliamo ancora aggiungere qualche altra parola? Vediamo delle immagini anche pubblicate su alcuni quotidiani.

Cionci: Sì, sì. Il giudice Giorgianni, meritevolissimo — ricordiamo, è stato Sottosegretario all'Interno con delega agli affari di culto, quindi responsabile dei rapporti fra Stato e Chiesa — ha scritto al Cardinale Segretario di Stato Parolin, prima denunciando il fatto che il conclave di Prevost è iniziato con 133 elettori, 13 in più oltre il limite massimo previsto dalla Costituzione Universi Dominici Gregis che si ferma a 120. Poi è uscito, come ricorderai, quell'episodio per cui dopo l'Extra Omnes, cioè dopo l'inizio del conclave, è stato trovato un cellulare addosso a un cardinale: anche quella è una cosa gravissima, tale da invalidare l'intero conclave. Ma adesso è uscito un fatto nuovo, o meglio vecchio, però l'abbiamo messo a fuoco nel senso che il padre Bruno Silvestrini, un fedelissimo di Prevost, subito dopo il conclave aveva raccontato a Cronache Maceratesi, un giornale locale, che prima della chiusura del conclave un cardinale era uscito dalla Sistina e gli aveva fatto gli auguri prima che fosse concluso il conclave. Anche questo è un fatto gravissimo.

Cioè, questo conclave faceva acqua da tutte le parti: gente che andava, veniva, cellulari, 133 elettori... ma com'è possibile? Ve lo spiego io. Ve lo spiego io: perché la Segreteria di Stato ha minato col tritolo il conclave 2025? Perché sapeva benissimo che sarebbe stato eletto un altro antipapa. Mi spiego: una volta che Bergoglio è stato scoperto come antipapa, il responsabile è solo lui; cioè, i cardinali nominati da Bergoglio potevano sempre dire "Eh, ma io sono in buona fede, sono stato creato cardinale, non lo sapevo" eccetera. Nel momento in cui il 7 maggio la Segreteria di Stato informa i falsi cardinali — guardate che Benedetto non era abdicatario, era impedito — i falsi cardinali si sono resi complici della copertura di un abuso e si sono massacrati da soli dal punto di vista giuridico. Quindi questa mossa dell'elezione farlocca anche di Leone X è servita per falciare un'intera gerarchia: cardinali, vescovi informati dai cardinali, tutti complici nel coprire il secondo antipapato.

Volete una chicca su come scoprire che Leone non è il Papa? Guardate il suo stemma. Non c'è né la tiara — che già non c'era nello stemma di Benedetto XVI, ma Benedetto l'aveva rimpiazzata con il pallio a croci rosse che è il simbolo del Munus Petrino, del titolo che gli spettava — Bergoglio non aveva né la tiara né tantomeno il pallio perché era un antipapa e lo sapevano benissimo in Segreteria di Stato. A Prevost è stato ridato lo stesso stemma di Bergoglio, senza tiara e senza pallio, ma con il motto vescovile. Quindi la Segreteria di Stato sa perfettamente che Prevost è un secondo antipapa. Diciamo che serviva una seconda ondata per sciacquare via una gerarchia che non è più cattolica da tempo.

Vergovich: Mamma mia. Sul doppio conclave e su alcuni elementi nuovi, ieri hai pubblicato un video chiamato "La nassa di San Pietro". Ce lo racconti un po'? A che ti riferisci? Cosa hai scoperto?

Cionci: Sì, allora, come forse ricorderanno alcuni di voi, quando fu eletto Prevost io dissi subito "Non è Papa" perché sono entrati i falsi cardinali, 133 eccetera, quindi ufficialmente non poteva essere considerato Papa. Però sono venute fuori alcune indiscrezioni, tipo questo articolo del Tempo: "Prevost eletto due volte" eccetera. Allora in un primo momento ho ipotizzato, con un'ottima approssimazione, che Prevost fosse stato eletto due volte, cioè prima da un conclave ristretto dai soli 25 autentici cardinali elettori e poi confermato da un conclavone generale. Diciamo che questi due momenti potevano essere un po' intercambiabili, o prima l'uno o l'altro, poca differenza. Ma ho scoperto che nel momento in cui si fosse fatto questo conclave ristretto a 25, sarebbe entrato il "metus", cioè la minaccia, per cui questi cardinali — dopo il dolus, dopo la copertura dell'abuso portata avanti dagli altri 108 falsi cardinali — sarebbero stati in una condizione di minaccia. Capirete: 25 cardinali circondati da 108 cardinali nemici... con quale libertà potevano eleggere il Papa? E quindi l'elezione di Prevost, anche quando fosse avvenuta da un conclave ristretto a 25, sarebbe comunque nulla, invalida. E infatti la Segreteria di Stato lo conferma con lo stemma.

Vergovich: Ora arrivano anche tante domande per te, Andrea. Io te le farei. E riguardo a Trump hai già detto, insomma, il tuo punto di vista.

Cionci: Volevo farvi notare una cosa, Francesco, scusami se possiamo riprendere l'immagine di prima a proposito del "mattacchione" Trump a cui gli ha dato di volta il cervello eccetera. Dice: il 4 maggio, il 3 maggio, lui pubblica questa foto di se stesso nelle vesti di Papa. Ecco, la cosa che non ha notato nessuno, e anche io l'ho notata in ritardo, è che le sue dita sono atteggiate a 1 e 4. Quindi, Papa americano Trump 14. Che vuol dire? Vuol dire che, seguendo gli ordinali dei pontefici, lui voleva un papa americano che si chiamasse o Leone XIV o Innocenzo XIV. Ma dice: "Ma che gliene importa a Trump del nome pontificale che sceglierà il neoeletto?". Ho scoperto che lui non si riferiva al nome pontificale, ma si riferiva al Leo. E infatti anche in una delle sue ultime dichiarazioni contro Leone X lui ha ricordato un altro cardinale, cioè l'Arcivescovo di St. Louis; lui ha parlato di "fratello Luis" di Prevost giocando anfibologicamente su questo, ma l'Arcivescovo di St. Louis era il Cardinale Raymond Leo Burke. Quindi lui in questa foto ci stava dicendo che voleva sì un papa americano, e che fosse Leo, ma non Leone X: cioè fosse Leo il Cardinale Raymond Leo Burke, che infatti è un pro-MAGA assoluto. Quindi vedete bene, cari amici, che dietro questa comunicazione apparentemente pazzoide da delirio mistico di Trump filtrano messaggi molto precisi che coloro che li sanno interpretare — naturalmente cardinali, vescovi in questo caso eccetera, Segreteria di Stato — hanno capito subito che Trump voleva Papa Raymond Leo Burke.

Vergovich: Allora Mario Gentilucci: "Cosa farebbe da antipapa il Papa di adesso?". Beh, ha già detto delle cose, però qual è l'evidenza più smaccata di Papa Leone X?

Cionci: Ma la cosa più scandalosa è questa accettazione totale di Papa Francesco, l'insabbiamento totale del suo antipapato. Vi basti pensare che per domani è prevista l'affissione di una targa di bronzo nella Cappella Paolina in Santa Maria Maggiore opera di Bergoglio. Voi tutti vi ricorderete la lapide "Franciscus": caso unico in tutta la storia dei papi, non ha dopo il nome il "PP" di Papa o "Pont Max" di Pontefice Massimo. Perché non gli hanno scritto PP o Pont Max? Perché non era il Papa e lo sapevano benissimo. E insomma, domani, con una pezza a colore tragica e patetica, attaccano questa targa di bronzo nella Cappella Paolina dove c'è scritto "Franciscus Pont Max", perché hanno capito che ormai si era svelata questa cosa, quindi hanno dovuto rappezzare con la targa di bronzo. Siete patetici. Siete patetici. I fedeli hanno capito tutto, sanno tutto, stanno tempestando la Segreteria di Stato di petizioni, di denunce. Il Tribunale Vaticano ha aperto un'indagine preliminare. È meglio che compriate qualche biglietto aereo per Timbuktu, questo è il mio affettuoso consiglio.

Vergovich: Andrea Cionci, altro ascoltatore da Milano, Sandro: "Come vede lei la foto del militare israeliano che prende a martellate il Cristo in Libano, il crocifisso per terra?". L'avrai vista.

Cionci: Beh, 2.000 anni fa l'hanno messo su, adesso pietosamente lo stanno deponendo, no? Tipo la Pietà di Michelangelo. Insomma, li conosciamo, sono sempre cari per la loro umanità e quindi non mi stupisce affatto.

Vergovich: Dando per attendibile, Luca, ciò che afferma Cionci: "Trump allora non è matto, è peggio?".

Cionci: No, io non dico che sia buono o cattivo. Dico che non è pazzo, non sta perseguendo politiche folli. Sta facendo un gioco; questo gioco sicuramente è nei suoi interessi, nell'interesse degli Stati Uniti, però potrebbe scardinare certi status quo che sono nefasti. E quindi vi inviterei tutti a evitare il tifo da stadio, a vedere Trump come l'eroe dell'umanità, il salvatore dell'umanità, oppure come un pazzo criminale da mettere in manicomio. È un politico spregiudicato che sta perseguendo con grande intelligenza e astuzia mediatica i suoi obiettivi; bisogna vedere se questi suoi obiettivi poi possono coincidere con quelli nostri. E il nostro obiettivo più importante è quello che venga scardinato l'antipapato prima bergogliano e adesso prevostiano.

Vergovich: Antonello scrive: "Mai che si senta parlarci di pace, amore, condivisione... solo polemiche e codicilli".

Cionci: Eh, polemiche e codicilli, caro signore. Poi però la quinta punturina se l'è fatta perché è stata sponsorizzata dal buon "Papa" Francesco. Quindi, come vede, se c'è un problema di usurpazione del trono di Pietro da parte di persone che portano avanti istanze non proprio negli interessi dell'umanità, io fossi in lei mi preoccuperei. E sarei grato a Cionci perché si sta sbattendo da 6 anni per denunciare questo mostruoso crimine ai danni del Papa, il vicario di Gesù Cristo.

Vergovich: Alberto, chiudiamo con questa. Si chiede proprio in pochi secondi: "Perché non arriva un Papa italiano?".

Cionci: Ma innanzitutto dovrebbe arrivare un Papa. Poi speriamo che arrivi un Papa italiano. Ecco, questo sì.

Vergovich: Grazie Andrea. Grazie ad Andrea.

di Andrea Cionci

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