Il Concilio: la fissazione dei tradizional-sedemasochisti che salva Bergoglio e offende Ratzinger

"Continuiamo così, facciamoci del male": è una frase dal film di Nanni Moretti, Bianca, una frase famosa, icastica, che ben si adatta a quanto tratteremo questa mattina. Davvero sembra che non valga la pena continuare a utilizzare categorie razionali con gente che non vuol capire; la tentazione è quella di dire: "Ma se le sorti della Chiesa non interessano neanche a voi, sapete che c'è? Tenetevi Bergoglio e fra poco Zuppi, è quello che vi meritate".

I "tradizional-sedemasochisti", come li chiamo, continuano a insistere con questa storia del Concilio come causa di tutti i mali e come motore primo dell'avvento di Bergoglio. Un'insistenza talmente ottusa e ripetitiva che comincia a suscitare anche qualche esilarante vignetta che circola sui social. Ovviamente non è in discussione il fatto che con il Concilio l'aggressione gnostico-massonica, da decenni, da secoli latente nella Chiesa, abbia preso il largo. È ovvio che Bergoglio sia figlio di quel gesuitismo deviato, all'epoca capitanato da Rahner; lo sappiamo benissimo e anzi ci siamo spinti a indagare con cura la spiritualità inversa dell'antipapa con scoperte raccapriccianti, vedasi tutto il programma iconografico, per esempio, di inversione della figura di Maria, che questi intellettuali "una cum" non avrebbero scoperto nemmeno in trent'anni.

Tuttavia, lo capirebbe anche un bambino: le radici del colpo di stato avvenuto nella Chiesa non negano in alcun modo il congegno canonico con cui Papa Benedetto ha scismato gli usurpatori. Anzi, semmai ci fanno capire come da decenni fosse pronto un piano di emergenza per far fronte a quella "prova finale" di cui parla il Catechismo all'articolo 675. Ed è questa l'unica cosa che occorre comprendere adesso, perché non c'è più tempo. Ogni giorno che viene perso a contestare Cionci, a prendersela con Don Minutella, eccetera, è un giorno perso per riguadagnare la possibilità di riconquistare la Chiesa.

Lo abbiamo illustrato anche con i disegnini, perfino in una striscia a fumetti realizzata dal vignettista Satilix e Gianfranco Colella, che colgo l'occasione di ringraziare pubblicamente. Ma niente: non capiscono, non vogliono capire, non hanno nessuna intenzione di applicarsi. Insistono con la stessa tetragono tenacia sempre sulle stesse questioni: Concilio causa di tutti i mali e Ratzinger modernista. Una specie di mantra, secondo un Monsignor Viganò che ha recensito sul blog di Aldo Maria Valli l'ennesima, estenuante pubblicazione su questo tema. Questo libro sconfesserebbe non pochi equivoci oggi presenti tra i cattolici anche in materia di abdicazione di Benedetto XVI e di sede impedita.

Ah sì? Siamo sicuri, eccellenza? In che modo? Col fatto, come ricorda lei, che Ratzinger a 25 anni scriveva qualcosa al profumo emiliano? Per contestare la sede impedita che abbiamo ricostruito nel dettaglio, bisogna entrare nel merito di quanto è stato pubblicamente indirizzato anche a lei, eccellenza: un documento controfirmato non solo dal filosofo Diego Fusaro, dal professor Luca Brunoni (docente di storia e religione), dal professore, latinista e saggista Gian Matteo Corrias, ma un documento anche controfirmato da un magistrato antimafia come il dottor Angelo Giorgianni, già sottosegretario alla Giustizia con delega agli affari di culto.

Allora, noi non stiamo scherzando, non stiamo giocando e non stiamo a perdere tempo. Soprattutto, vi abbiamo inviato un report estremamente dettagliato sul congegno canonico predisposto da Papa Benedetto per far sì che qualsiasi papa venisse eletto, lui vivente e non abdicatario, fosse appunto un falso papa, un antipapa. Però non avete risposto. Non ha risposto Monsignor Viganò, non ha risposto Monsignor Schneider, né tantomeno Monsignor Bux, né tutti gli altri che continuano a insistere con questa storia del Concilio come causa di tutti i mali e Ratzinger modernista che ci ha regalato il "monstrum giuridico" del papato emerito. Non era un monstrum giuridico; di mostruoso c'è solo la vostra incomprensione e la vostra cattiva volontà nel capire quello che ha fatto il Vicario di Gesù Cristo, Benedetto XVI.

Ora, visto che siete così bravi e attenti nel ripercorrere, diciamo, questo complotto ai danni della Chiesa che fin dai tempi del Concilio è progredito in modo quasi inarrestabile, allora per quale motivo il Vicario di Cristo dovrebbe essere rimasto a guardare? Non si capisce. Forse non ne erano a conoscenza? Papa Luciani ha fatto la fine che ha fatto, a Giovanni Paolo II hanno sparato... è possibile secondo voi che Benedetto XVI sia rimasto a guardare? Ecco, sarebbe il caso di farsi qualche domanda invece di continuare a rimanere chiusi in uno sdegnoso silenzio.

Tra l'altro, tutti i discorsi sul Concilio — a meno di non salire su una macchina del tempo, tornare al 1962, rapire Karl Rahner oppure chiedere udienza a Giovanni XXIII per dirgli di bloccare tutto — diciamo, non è che ci sono altre soluzioni disponibili. Sì, abbiamo capito che il Concilio è stato un momento drammatico in cui queste forze eversive hanno preso piede come non mai. E allora che cosa vogliamo fare? Vogliamo guardare al futuro? Vogliamo cercare una soluzione? Ecco, allora la soluzione c'è, l'abbiamo illustrata in tutti i modi possibili e immaginabili, e quindi se non la si vuole capire, ci deve essere qualche motivo dietro.

Tra l'altro, in merito al fatto che Ratzinger fosse modernista, questa tesi è sostenuta da alcuni intellettuali che si spingono arditamente a dare dell'eretico a Ratzinger, però gli stessi intellettuali non sono in grado di capire che se lui diceva "il papa è uno solo" e poi partiva la benedizione apostolica (prerogativa esclusiva del papa in carica), forse, chissà, magari poteva esserci qualcosa sotto. Non li ha incuriositi nemmeno quella storica dichiarazione circa il fatto che Benedetto avesse conservato la veste bianca e il nome pontificale perché non aveva altri abiti disponibili? Nessuna domanda? Non li ha turbati nemmeno il fatto che Ratzinger avesse dichiarato che, come lui, nessun papa si era dimesso da mille anni, quando l'ultimo abdicatario fu Gregorio XII nel 1415?

È troppo difficile leggere quello che abbiamo ricostruito? Ci si affatica troppo? Perché il sospetto è che questi intellettuali sostengano qualcosa tipo: "Ratzinger era modernista e quindi aveva due in pagella in storia della Chiesa". Ora, se vogliamo parlare del presunto modernismo di Ratzinger in modo utile, questo lo si dovrebbe fare durante un processo canonico per definire Benedetto XVI dottore della Chiesa. Ci sono obiezioni sulla sua teologia? Benissimo, parliamone. Se si dovesse appurare che Ratzinger da pontefice non aveva messo tutte le virgole a posto, vorrà dire che non lo si farà dottore della Chiesa. Che cosa c'entra col fatto che egli non abbia mai abdicato, ma che si sia fatto esiliare dai cardinali in sede impedita e che abbia reso Bergoglio antipapa? Non c'entra niente. È un crasso errore metodologico.

Ve lo chiariamo con un esempio facile facile: immaginiamo il pregiudicato Tizio che viene assassinato in casa da un delinquente. Prima di morire, però, la vittima riesce a scrivere col sangue sul pavimento il nome del suo assassino. Allora, forse che questo segnale chiarificatore può essere ignorato perché Tizio era un pregiudicato? Cosa c'entrano le responsabilità del passato della vittima col fatto che la stessa vittima abbia potuto lasciare delle indicazioni per fare giustizia? Non c'entra assolutamente niente. Questi "tradizional-sedemasochisti" sono come dei poliziotti che si concentrano sul passato della vittima, sul perché si fosse accompagnata a individui poco raccomandabili, sul perché avesse subito delle condanne, ma poi non vogliono minimamente risolvere il caso, non vogliono scoprire l'assassino, non vogliono leggere quelle lettere scritte chiaramente col sangue sul pavimento e non hanno alcuna intenzione di arrestare il colpevole. Anzi, alla fin fine il sospetto è che quasi lo assolvano, magari dicendo che alla fine la vittima se l'era cercata, gli stava pure bene.

Allora cerchiamo di fare un attimo mente locale, signori: un atto canonico non diventa più o meno valido in base alla qualità teologica di chi lo ha scritto. Potete anche sostenere che Ratzinger credesse negli alieni creatori: nulla cambia sul fatto che la Declaratio, legalmente, non è un atto di abdicazione e che Bergoglio, pertanto, sia antipapa. Lo ammette perfino il professore Enrico Maria Radaelli, che ha pubblicato un corposo volume dedicato al presunto modernismo di Ratzinger, perfino accusandolo di alcune eresie. Ora, però, il professore Radaelli dice che Bergoglio è antipapa proprio perché la Declaratio è invalida come abdicazione.

Allora, se Bergoglio è antipapa, ciò che conta in modo furiosamente emergenziale non è discettare sul Concilio mentre si prende il tè con i biscottini, ma chiedere un'inchiesta canonica per interrompere la linea successoria antipapale di Bergoglio, perché altrimenti, uscito di scena lui (o per morte o per presunte dimissioni), ci sarà la fine della Chiesa canonica visibile. Capite che non serve a niente parlare del Concilio se poi non si ha un'azione propositiva, attiva, risolutiva del problema? Capite che se date del modernista a Ratzinger, e quindi in quanto modernista ha scritto una Declaratio che è invalida come abdicazione, Bergoglio è un antipapa e quindi bisogna intervenire sulla linea successoria di Bergoglio.

Allora abbiate il coraggio, semmai, di dichiararvi sedevacantisti duri e puri. Quindi anche Monsignor Viganò non sarebbe un legittimo arcivescovo perché è stato nominato vescovo da Paolo VI, se non ricordo male. Ma persino il sedevacantista duro e puro, che considera eretici e pertanto invalidi tutti i papi da Pacelli in poi, non può non constatare che, secondo il corpus di leggi della chiesa antipapale post-1958, l'antipapa Benedetto XVI ha reso illegittimo il conclave che ha eletto antipapa Francesco. Non c'entra niente il fatto di considerare validi o meno i papi dal '58 in poi: c'entra l'oggettività di un meccanismo canonico. Non perché non si riconosce valido un papa, non si può non riconoscere la realtà di quello che lui ha predisposto dal punto di vista legale. Sarà un meccanismo all'interno di una chiesa antipapale, una lotta fratricida tra antipapi, ma il meccanismo resta lo stesso, la realtà non è che viene meno.

Tra l'altro, a questi intellettuali "tradizional-sedemasochisti", qualche settimana fa abbiamo inviato un report su come, grazie al latino, Papa Benedetto sia riuscito a scismare Bergoglio, controfirmato appunto dal giudice Giorgianni. E abbiamo chiesto loro non di concordare con quanto avevamo ricostruito — sarebbe una specie di impresa di Ercole, no? Perché non c'è cosa più difficile al mondo di quella di retrocedere dalle proprie posizioni. Quindi alcuni di questi signori, pur di non rinnegare quanto già detto pubblicamente, manderebbero la Chiesa all'inferno perché è più importante tenere il punto sulla propria dignità intellettuale e professionale piuttosto che non ammettere candidamente di essersi sbagliati e salvare la Chiesa.

Comunque, visto che questo diciamo è uno sforzo eccessivo da richiedere, ho chiesto loro: "Guardate, se c'è una cosa sulla quale siamo d'accordo è che non siamo d'accordo. Allora, visto che non siamo d'accordo — ognuno c'ha la sua: quello dice l'errore sostanziale, noi diciamo la sede impedita, quegli altri invece sono pienamente legittimisti di Bergoglio, ci sono varie posizioni che però gettano angoscia e scandalo fra i cattolici — visto che non siamo d'accordo, rivolgiamoci a un ente terzo, un ente giudice, che è il Collegio Cardinalizio". E quindi io ho proposto a tutti questi signori ed ecclesiastici di firmare tutti insieme una richiesta al Collegio Cardinalizio pre-2013 perché indicano l'inchiesta canonica. Non hanno voluto accettare nemmeno questo. Nemmeno questo.

Allora ciò dimostra in modo inequivocabile che a loro la verità non interessa, perché se fossero intellettualmente onesti direbbero: "Io la penso così, Cionci la pensa colà; sapete che c'è? Questa incertezza non può proseguire ad libitum, quindi ben venga un'inchiesta canonica che faccia luce e poi vinca il migliore per la salvezza della Chiesa". No, non lo hanno voluto fare. Nessuno mi ha risposto, tranne il professor Radaelli, che candidamente mi ha detto che lui non firmerà la richiesta per un'inchiesta canonica: continua a rimanere della sua posizione, ma diciamo non gli interessa metterla sul piatto in un agone di discussione perché i cardinali si pronuncino in merito.

Monsignor Viganò ha affermato in un recente video che i padroni di questo mondo vivono di menzogne, ma lui non ha voluto chiedere l'operazione verità sulla Declaratio di Benedetto, pur avendo già ventilato nell'aprile '22, sul blog di Valli, quanto segue: "Occorre far luce sull'abdicazione di Benedetto XVI e sulla questione dei brogli del conclave 2013, che prima o poi dovranno dare luogo a un'indagine ufficiale. Se vi dovessero essere prove di irregolarità, il conclave sarebbe nullo, nulla l'elezione di Bergoglio, così come nulla sarebbero tutte le sue nomine, gli atti di governo e di magistero. Un reset che ci riporterebbe provvidenzialmente allo status quo ante, con un collegio cardinalizio composto solo da cardinali nominati fino a Benedetto XVI, estromettendone tutti quelli creati dal 2013, notoriamente ultra-progressisti".

Perfetto, benissimo eccellenza! È esattamente quello che le segnalavamo da qualche anno. E allora perché non la chiediamo questa indagine ufficiale? Allora, se la verità è un optional, se il munus petrino è un mero titolo onorifico e lo Spirito Santo un puro accessorio, vuol dire che questi "tradizional-sedemasochisti" sono tremila volte più modernisti del modernismo che contestano a Ratzinger. Perché per loro il fatto del munus e dell'assistenza dello Spirito Santo, legato a questa investitura di origine divina, è un aspetto secondario.

Non gli interessa fare luce, non gli interessa capire se Bergoglio ha o non ha questo benedetto munus: è un aspetto del tutto secondario. Non conta la verità oggettiva, solo quello che fa loro comodo. Non conta salvare la Chiesa, non conta cercare la verità a beneficio di un miliardo e passa di fedeli: conta solo il loro orticello, la loro reputazione intellettuale, il loro puntiglio. L'importante è non dare ragione a Don Minutella e a Cionci, poco importa che la Chiesa sprofondi all'inferno.

Quindi, a meno di non voler ritenere che queste persone siano cognitivamente incapaci di comprendere un concetto che ormai è stato spiegato in 12 vignette, il fatto che non siano disposte a rivolgersi al Collegio Cardinalizio per chiedere una verifica finale dimostra come non vogliano capire apposta, per mere questioni di interesse. E in tal caso, come si suol dire, che Dio abbia pietà di loro.

di Andrea Cionci