Papa Ratzinger, come doveva essere una vera rinuncia: la considerazione più ovvia

Da quasi tre anni documentiamo inoppugnabilmente che Papa Benedetto non è abdicato, ma si è ritirato in sede impedita. Non sono suggestioni o fantasie: lo abbiamo dimostrato oltre ogni ridondanza sia grazie al diritto canonico, sia grazie agli stessi messaggi di Papa Benedetto, verificati da decine di studiosi, molti dei quali anche di rango universitario. Nessuna smentita dal Vaticano, ma anzi conferme implicite continue.

Ora, vi sembra normale questa situazione? Non lo è. Il cardinale Müller nel suo ultimo libro ha detto che la Declaratio di Papa Benedetto, secondo lui, aveva una "sfumatura sbagliata", nel senso che il munus non può essere separato dal ministero. Questo avviene solamente in sede impedita. Ma come è possibile che un cardinale dica che un atto che di per sé dovrebbe essere assolutamente adamantino, assolutamente al di sopra di ogni sospetto come una rinunziatio, abbia una sfumatura sbagliata?

Ci rendiamo conto? Se c'è un atto giuridico nella vita legislativa della Chiesa che deve essere assolutamente al di sopra di ogni sospetto, "rite manifestatur" impone il canone 332 paragrafo 2, cioè manifestata debitamente, regolarmente secondo il modo che è previsto. Questa è proprio una rinuncia al papato, perché chiaramente la rinuncia al papato si può sospettare fin da subito che possa essere stata indotta.

Allora però cerchiamo di fare una considerazione a monte. Durante la mia ultima conferenza a Salzano ho avuto un contatto con una persona esperta di comunicazione. Mi ha detto: "Guardi dottore, lei ha spiegato tutto molto bene nel dettaglio, per carità, nulla da dire, ma diciamo non sempre spiegando le cose in modo tecnico, in modo approfondito, poi le persone capiscono meglio. A volte anche fare delle considerazioni di banale buon senso, più superficiali magari, ma che colpiscono l'aspetto cognitivo delle persone".

Ecco una considerazione intuitiva, immediata, banale che si può fare, che ci aiuta ad astrarci per un attimo da questa situazione anormale che stiamo vivendo, è questa: secondo voi, se Papa Benedetto XVI avesse voluto davvero abdicare, avrebbe fatto tutti questi pasticci in modo che oggi, dopo dieci anni, ancora si dibatta ferocemente sulla questione? Vi sembra normale che un Papa coltissimo e rigoroso, che era diventato troppo anziano e voleva lasciare l'incarico, facesse una dichiarazione in un latino dozzinale pieno di errori, e che poi sia rimasto in Vaticano con il suo nome da pontefice, vestito di bianco, conservando lo stemma, con un titolo emerito che non ha alcuna giurisprudenza, con delle dimissioni a tempo che poi non sono state confermate per iscritto?

Vi sembra normale che poi abbia continuato a intervenire nell'attività del suo successore, a rilasciare interviste, a scrivere libri che andavano in esatta controtendenza rispetto alla direzione presa dal pontefice presuntamente in carica? Vi sembra normale che Papa Benedetto parlasse con un linguaggio sibillino ripetendo per nove anni "il Papa è uno solo", senza mai dire quale, nemmeno se glielo avessero storto con le tenaglie? È ovvio che c'è qualcosa che non torna, no?

Come fate a non rendervi conto che è una situazione pazzesca? È una situazione assolutamente inconcepibile, intollerabile per le leggi della Chiesa, ma ancor prima per una questione di banale buon senso. Provate a spostare la questione, che ne so, sulla monarchia inglese. Immaginate che la regina Elisabetta avesse abdicato in favore di un Lord tal dei tali che però non aveva sangue reale, e che poi questa Elisabetta rimane chiusa nella Torre di Londra e dice "il monarca è uno solo", ma non spiega quale. Cioè, vi rendete conto? È chiaro che i giornalisti di tutto il mondo si concentrerebbero in modo esclusivo su una questione del genere.

Tanto per darvi un paragone storico, leggiamo insieme la vera abdicazione di Papa Celestino V del 1294, abdicazione con la quale pure Papa Ratzinger scriveva in "Ein Leben" di non aver nulla a che spartire: "La vicenda di Celestino V in alcun modo può essere invocata come mio precedente", scriveva. "In alcun modo". Ma scusi, Santo Padre, come in alcun modo? Almeno un trait d'union ci sarà fra lei e Celestino, no? Avete abdicato tutti e due. No, "in alcun modo può essere invocata come mio precedente".

Ecco cosa scriveva Celestino: "Io, Papa Celestino V, spinto da legittime ragioni, per umiltà e debolezza del mio corpo e la malignità della plebe di questa città, al fine di recuperare con la consolazione della vita di prima la tranquillità perduta, abbandono liberamente e spontaneamente il pontificato e rinuncio espressamente al trono, alla dignità, all'onere e all'onore che esso comporta, dando sin da questo momento al Sacro Collegio dei Cardinali la facoltà di scegliere e provvedere, secondo le leggi canoniche, di un pastore la Chiesa Universale". Punto, basta. Fine della discussione.

Vi sembra che ci possano essere dei margini di incertezza? Vi pare che Celestino V avesse contemplato papati emeriti, ministeri allargati, membri attivi, membri contemplativi, cardinali in bianco, scomposizioni ipnotiche fra titolo e funzioni, differimento di scadenze a tempo, ambiguità di sorta? No. Chiaro e semplice, pulito, come deve essere un Papa abdicatario che ha la possibilità di dire evangelicamente sì sì, no no. Pietro da Morrone poco dopo quel 13 dicembre 1294 prese il suo vecchio ruvido saio da eremita e se la svignò, tentando quantomeno di tornarsene sulla sua montagna.

Diceva bene il professor Riccardi in una conferenza piuttosto recente: "Strano, Celestino V decise la sua abdicazione con i cardinali, invece Papa Benedetto li ha messi di fronte al fatto compiuto". Già, molto strano professore. Che ne dice? Forse perché coloro che lo volevano togliere di mezzo erano proprio annidati nel collegio cardinalizio? Dice il professor Riccardi: "Strano, Pietro da Morrone che pure abdicò nel 1294 scelse di fare un gesto eclatante spogliandosi degli abiti pontificali davanti ai cardinali proprio per segnalare in modo anche visivo che lui aveva perso completamente l'abito, la dignità, l'incarico, l'investitura papale". E invece Papa Benedetto è rimasto bellamente con la veste bianca giustificandosi col dire che non aveva altri abiti disponibili.

Bravo professor Riccardi, un'ottima considerazione. Non sarà che magari Papa Benedetto non ha abdicato come Celestino V? Allora, se il teutonico teologo Ratzinger, uno studioso che spaccava il capello in quattro, che non lasciava nulla di ambiguo o non detto, se avesse deciso di buon grado di abdicare solo per il peso dell'età o per l'insonnia, come ha detto recentemente Seewald, non avrebbe fatto le cose per bene? La sua renunziatio, così si sarebbe dovuta chiamare a norma della Universi Dominici Gregis, sarebbe stata redatta in un latino perfetto e avrebbe comportato una rinuncia simultanea al munus petrinum, come previsto dal canone 332 paragrafo 2.

Il cardinale Sodano avrebbe subito dopo chiarito in italiano che il Santo Padre aveva appena abdicato rinunciando definitivamente al papato e a tutti i titoli, diritti, dignità e funzioni che esso comporta. Papa Ratzinger sarebbe tornato cardinale, ma ancora più probabilmente, conoscendo la sua umiltà, solo vescovo, proprio per non interferire col successore. Certamente dopo aver giurato pubblicamente fedeltà e obbedienza. Papa Francesco si sarebbe tolto di torno. La sua promessa di fedeltà e obbedienza non è mai stata fatta pubblicamente a Papa Francesco. Noi ci affidiamo unicamente alle parole di Monsignor Xuereb, ex segretario di Papa Benedetto, che come sapete disse di aver ascoltato una telefonata di Papa Francesco con Papa Benedetto la sera delle elezioni del primo, in cui Benedetto, rispondendo al nuovo eletto, gli avrebbe detto: "Ah, sono molto contento che lei è stato eletto, prego per lei per il suo pontificato e le prometto obbedienza e reverenza".

Ora, di questa telefonata Papa Benedetto non ha mai fatto menzione, tanto che in "Ultime conversazioni" del 2016 dice solo che c'è stato un tentativo di telefonata da parte di Francesco, ma che questa cosa lo aveva anche "toccato". In un famoso Codice Ratzinger lui disse: "Non si sentiva minimamente toccato dal fatto che Francesco non avesse voluto indossare la mantelletta rossa", quindi non era rimasto infastidito da questa scelta. Quello che lo aveva "toccato", cioè infastidito anfibologicamente, era che già prima di uscire dalla loggia del Palazzo Apostolico Francesco avesse voluto telefonargli, ma non lo aveva trovato perché stava davanti al televisore a vedere "quello che si poteva vedere", come specifica in "Ultime conversazioni" senza indicare quello che si poteva vedere del conclave.

Quindi, Papa Benedetto abdicatario sarebbe tornato vescovo e se ne sarebbe tornato nella sua amata Baviera per finire i suoi giorni insieme al caro fratello Georg, e non si sarebbe minimamente azzardato a intervenire nel pontificato del suo legittimo successore. Al massimo l'anziano vescovo Monsignor Ratzinger avrebbe scritto le proprie memorie. Fine. Sarebbe andata così. Sfido chiunque a dire il contrario.

E invece tutto questo non è mai avvenuto. Se in un'altra dimensione spazio-tempo, se in un'altra vita Benedetto XVI avesse abdicato per i motivi che sono stati addotti, come il fatto di non poter più affrontare fisicamente i viaggi pastorali, per l'insonnia, per la salute, per l'ingravescente aetate, sarebbe andata così. Se volessimo credere che Papa Benedetto aveva davvero abdicato, dovremmo accettare il fatto che quell'austero, umile, sapiente, mite, saggio teologo si fosse trasformato d'un tratto in un anziano stravagante e folle, tanto da scrivere in totale incoerenza, impreparato al punto da commettere madornali errori di latino, storia ecclesiastica, diritto canonico.

Avrebbe dovuto essere un anziano vanesio e nostalgico per non voler rinunciare ad alcuni orpelli della propria antica dignità papale; dispettoso tanto da gettare nello sgomento, nell'incertezza e nell'angoscia milioni di fedeli; invasivo e geloso al punto di sabotare il pontificato del proprio legittimo successore con interventi continui e non richiesti. Dobbiamo pensare tutto questo di Papa Ratzinger? Dobbiamo pensare che da quel 2013 improvvisamente fosse stato preda di una pazzia malevola, ma a corrente alternata, perché interrotta da pubblicazioni di luminosa profondità e lucidità, piene di sapienza e dottrina? Ma stiamo scherzando?

Allora, se la questione non vi fila, dedicate qualche minuto di ascolto ai due documentari di "Dies Irae" e "Intelligenti Pauca" che troverete su questo canale. Se avete ancora meno tempo, guardatevi quei 5-6 minuti della serie di vignette del video "Magna Quaestio" per comprendere come è andata. Se poi volete approfondire, leggetevi anche "Codice Ratzinger". Altrimenti, se poi volete spiegarvi tutto come fanno i tradizionalisti — "è modernista e quindi di default svanito e dispettoso" — ci arrendiamo. Più di questo non possiamo fare.

Un caro saluto dal vostro Andrea Cionci.

di Andrea Cionci