Apri trascrizione
Perché Bergoglio odia il latino
Francesco Merolli: Ben trovati a tutti, siamo sul canale "Codice Ratzinger" di Andrea Cionci. Ben trovato Andrea.
Andrea Cionci: Buongiorno Francesco, grazie. Un piacere ritrovarci qui sul mio canale, finalmente senza problemi. È appena finito il mese di febbraio e oggi siamo a una data molto importante che ricorre. Che data è oggi?
Oggi, 1° marzo 2023, ricorrono i dieci anni esatti dall'ingresso di Papa Benedetto XVI in sede totalmente impedita. Mi riferisco all'ultima acquisizione fondamentale sull'ora vigesima di cui parla lo stesso Papa Benedetto nella Declaratio, dicendo che dall'ora ventesima del 28 febbraio lui avrebbe rinunciato al ministerium.
Ora, come sapete, il Papa non può canonicamente rinunciare al solo ministerium tranne che in un caso: appunto nel caso della sede totalmente impedita. Da qui la fondamentale acquisizione sull'ora ventesima, che non sono le ore 20:00 del 28 febbraio ma, come abbiamo già illustrato, si fa riferimento all'orario romano. È un computo delle ore che parte dal tramonto; quindi l'ora ventesima del 28 febbraio 2013 coincideva con il lasso di tempo fra le 13:00 e le 14:00 del giorno 1° marzo.
Ricordo che appena mezz'ora prima era stato diffuso il bollettino vaticano con cui il cardinale decano Angelo Sodano aveva convocato il nuovo conclave. Il fatto stesso che venisse convocato un nuovo conclave a Papa non morto e non abdicatario ha posto Benedetto XVI in sede totalmente impedita, lo ha espropriato del ministero, lo ha detronizzato. Ecco perché il Santo Padre diceva che le sue dimissioni sono valide e diventate effettive: non perché egli vi abbia spontaneamente e canonicamente rinunciato, ma perché — come lui aveva previsto — i cardinali, avendo travisato la Declaratio pensando a un atto di abdicazione, hanno frettolosamente convocato un nuovo conclave, mettendolo in sede totalmente impedita. Lì lui è rimasto Papa, quindi il conclave del 2013 era illegittimo e Bergoglio è un antipapa il cui pontificato dovrà essere annullato dall'inizio alla fine.
È appena uscito un tuo documentario che si intitola "Dies Irae", che è stato tradotto anche in francese. Ce ne vuoi parlare?
Sì, è un documentario di appena 17 minuti, montato molto bene, che riassume tre anni di inchiesta e i risultati acquisiti definitivamente. È incentrato su quello che ho chiamato "anello canonico": l'11 febbraio Benedetto dichiara che dal 28 rinuncerà al ministero; arriva l'ora ventesima, convocano il falso conclave, lui entra in sede impedita e l'anello si chiude perché la dimissione dal ministero diventa effettiva. Ne sto preparando un altro dal titolo "Intelligenti pauca" (a buon intenditor poche parole), che riguarda invece lo stile comunicativo di Papa Benedetto.
Ho messo un po' "in pensione" l'espressione "Codice Ratzinger" perché vedo che i fautori dell'una cum vanno in fibrillazione appena se ne parla, citando Dan Brown. Allora, con un profilo più basso, parliamo di stile comunicativo o messaggistica di Papa Benedetto, illustrando come non si tratti affatto di gnosi ma di messaggi logici e approfondimenti storici. Si va dai messaggi "a chilometro zero", talmente diretti da non richiedere fatica razionale, a quelli più difficili come il riferimento al lunedì di carnevale o alla mozzetta rossa, che sono veri e propri giochi logici puri.
Invito tutti a diffondere "Dies Irae". È l'unica arma che avete. Molti non hanno capito che questa battaglia non è una questione superficiale di diritto dinastico, è una questione di sopravvivenza. Riguarda la vostra integrità fisica, mentale e spirituale, le vostre libertà e la vostra autonomia economica.
Francesco Merolli: Vorrei farti una domanda sulla modernizzazione della Chiesa. Qual è l'equilibrio tra l'opera di Bergoglio e il percorso iniziato col Concilio Vaticano II?
Andrea Cionci: Si tende a vedere l'opera demolitrice di Bergoglio in continuità con quella iniziata con il Concilio Vaticano II, ed è corretto. Il Concilio è stato l'ingresso massiccio della massoneria ecclesiastica nella Chiesa, volta a rovesciare la fede cattolica verso un'apostasia. Considerano Dio e il diavolo come paritetici, come le facce di una stessa medaglia, lo Yin e lo Yang.
Bergoglio sta creando una gemellarità tra basso e alto. Sta dando spazio al "negativo" di Gesù e della Madonna. Utilizza rari episodi dell'Antico Testamento, come il serpente di bronzo di Mosè, per assimilare Gesù a un serpente. Recentemente ho visto una sua croce curvata in avanti come un cobra e maculata, come se fosse trasformata in serpente. Gli intellettuali una cum continuano a chiedersi perché Papa Francesco si contraddica o crei confusione; semplicemente non hanno capito il disegno: sta creando l'opposto della fede cattolica.
A questo proposito, ho ripubblicato un documento del 1998 intitolato "Il piano massonico per la distruzione della Chiesa Cattolica". Un prete francese ex massone rese noto questo piano. Già 25 anni fa si prevedevano istanze come l'abolizione della messa antica, che si sono puntualmente realizzate grazie a Bergoglio. I papi da Paolo VI a Benedetto XVI hanno tentato di arginare questo processo, ma fin dal '62 il potere del Papa era stato radicalmente ridimensionato a favore del Segretario di Stato. Bergoglio ha invece riaccentrato tutto su di sé in modo dittatoriale.
Non è che i papi precedenti abbiano preparato la strada a Bergoglio; hanno tentato di resistere, ma poi c'è stato un colpo di stato. Come i Romanov con i bolscevichi: non hanno supportato Lenin, hanno cercato di contrastare un fenomeno che poi ha preso il sopravvento. La cosa fondamentale è che questo colpo di stato è stato stroncato sul nascere da Papa Benedetto XVI con il suo auto-esilio in sede impedita, che ha scismato Bergoglio fin dal 13 marzo 2013.
Parliamo dei provvedimenti di Bergoglio contro la messa antica. Il piano massonico citato diceva chiaramente al punto 4: "Vietate la liturgia latina della messa, adorazione e canti, poiché comunicano un sentimento di mistero". È esattamente quello che sta facendo Bergoglio, rivestendo il tutto con giustificazioni superficiali come: "Il latino non si capisce".
Al punto 21 il piano diceva: "Annientate il Papa ponendo un limite di età al suo esercizio, spiegate che lo volete preservare dall'eccesso di lavoro". Usano scuse da quattro soldi per veicolare concetti distruttivi. Al punto 27: "Eleggete un antipapa che riporterà i protestanti nella Chiesa". Ed ecco la religione sincretista, la "casa famiglia" di Abramo. Solo un pazzo può pensare di mettere insieme tre monoteismi così diversi.
Il piano suggeriva anche di distribuire la comunione in mano anziché sulla lingua, come i protestanti, e di rimuovere gli inginocchiatoi. Benedetto XVI diceva che la difficoltà a inginocchiarsi era un tratto tipico di chi fosse posseduto; Bergoglio non si inginocchia mai davanti al Santissimo. Nessuno si fa una domanda?
In questo ultimo periodo, colleghi come Aldo Maria Valli o il professor Giovanni Zenone stanno sollevando critiche giuste sulla "mafia di San Gallo" o sulla "falsa chiesa bergogliana" che propone scempiaggini come il "digiuno dal gas". Ma pur dicendo 99 cose giuste, si rifiutano di capire la centesima, quella risolutiva: Benedetto XVI non ha abdicato, Bergoglio è un antipapa.
L'obiettivo finale è l'attacco alla transustanziazione. Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Ho scritto una lettera aperta ai conservatori, a Monsignor Viganò, Schneider, e molti altri vaticanisti, spiegando come il latino di Papa Ratzinger abbia sistemato Bergoglio. Non mi hanno risposto, neanche davanti all'intervento di un magistrato antimafia come il dottor Angelo Giorgianni che ha sottoscritto la ricostruzione. Solo in latino abbiamo la dicotomia tra munus e ministerium, il riferimento all'orario romano e il verbo vacet che significa "sede vuota".
Spero che la storia giudicherà questo silenzio. Invito tutti a seguire le prossime conferenze sul Codice Ratzinger in giro per l'Italia, anche con Diego Fusaro. Queste conferenze durano in media quattro ore, ma volano perché la questione è estremamente interessante e vitale per la sicurezza della Chiesa e del nostro Paese.