Il teologo palermitano porta in giro per l'Italia i sacramenti “validi” in comunione con papa Benedetto
“Cardinale Bergoglio, lascia il trono di Pietro e restituiscilo a Benedetto!”. Con queste parole – non proprio "diplomatiche" - ieri pomeriggio Don Alessandro Minutella ha iniziato il suo incontro di predicazione e preghiera proprio a Roma, nell'aula magna di un albergo situato in una via che, casualmente, porta il nome di uno dei primi papi.
Il grande teologo (definizione di Benedetto XVI) Hans Urs von Balthasar, diceva, citando i padri della Chiesa, che “Maria da sola ha vinto tutte le eresie”. In pratica, il culto mariano è una specie di cartina al tornasole per verificare chi è veramente cattolico.
In un clima culturale dove la nostra civiltà sembra stia sviluppando inquietanti forme di rigetto verso il proprio glorioso passato cattolico, aristocratico e militare, vale la pena di riscoprire una realtà capillare e poco nota che ancora sopravvive sul territorio nazionale: le “Commende” dell’Ordine di Malta.
“Vidi che molti pastori si erano fatti coinvolgere in idee che erano pericolose per la Chiesa. Stavano costruendo una Chiesa grande, strana, e stravagante. Tutti dovevano essere ammessi in essa per essere uniti ed avere uguali diritti: evangelici, cattolici e sette di ogni denominazione. Ma Dio aveva altri progetti". Così profetizzava, già nel 1823, la beata Katharina Emmerick, mistica e veggente beatificata da San Giovanni Paolo II.
Per la maggior parte dei 3.430.000 militari italiani, la guerra finì l’8 settembre 1943; per i 140.000 dell'Esercito cobelligerante del Sud e per gli 850.000 combattenti di Salò terminò con la resa della Germania l’8 maggio ’45, ma uno sparuto gruppo di nostri marinai depose le armi solo il 2 settembre 1945, con la formalizzazione della resa del Giappone che era stata già preannunciata, pure, dal discorso radiofonico di Hirohito due settimane prima, il 15 agosto.
S.A.R. il duca Amedeo racconta di come lo zio Vittorio Emanuele, conte di Torino, batté il principe d'Orléans
C’è stato un tempo in cui dileggiare gli italiani poteva costare caro, anche un buco nella pancia. E’ la vicenda dimenticata dello storico duello fra il conte di Torino e il principe d’Orléans. Son passati 150 anni dalla nascita di Vittorio Emanuele d’Aosta, nipote di re Umberto I e fratello di Emanuele Filiberto - il “Duca Invitto”, comandante della III Armata durante la Grande Guerra - e di Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi, esploratore e scalatore di fama mondiale.
Concetti logici ordinati in dimensioni frattali secondo poche regole
In molti pensano che il Cattolicesimo romano sia la religione dei buoni sentimenti, di un amore zuccheroso, spontaneo e accondiscendente. Sbagliato. E’ la religione del Logos , della Logica. Ora, che questa logica sia di matrice divina o sia una costruzione puramente umana è, naturalmente, questione di fede, ovvero della libera adesione che nasce da un’apertura emotiva.
Il cinismo del marketing, la finestra di Overton e le ipocrisie delle campagne radical riassunte in una sola iniziativa
Innanzitutto complimenti di cuore alla simpatica Armine Harutyunyan per aver fatto fessi tutti quanti e per essere riuscita a diventare famosa e, si spera, anche ricca. L’augurio per lei è che abbia un carattere forte e un pizzico di opportunismo per sfruttare al massimo la visibilità del momento senza farsi ferire nel profondo dalle critiche feroci che le vengono rivolte non a priori, come vorrebbero farci credere, ma per il ruolo che ricopre.
“Ella sgonnella e scopre la caviglia con un fare promettente e lusinghier”. Sono parole della Bohème pucciniana e ci tramandano il polso di ciò che costituiva uno scandalo sociale alla metà dell’800. Già all’epoca, tuttavia, circolavano, più o meno furtivamente, fotografie pornografiche: morbidi nudi di donna, dalle forme canoviane e dalle pose modeste che ai nostri tempi non ecciterebbero nemmeno un ergastolano.
Facendo un confronto con la pornografia (legale) attuale, a portata di clic, si deve ammettere che se ne sono fatti di progressi.
Quando un articolo di giornale riesce a mobilitare la società civile, si può dire che sia uno dei momenti più appaganti della nostra professione. E’ il caso dell’articolo di Libero del 23 agosto scorso che ha ispirato l’archeologo-scrittore Carlo Di Clemente e il blogger Stefano Molini per stilare una petizione al Ministero dell’Istruzione. Obiettivo: tornare a far scrivere a mano, in corsivo, i nostri ragazzi.
Uno sfregio alla storia italiana, all’arte e perfino al recentemente scomparso Philippe Daverio. Al Salone Margherita di Roma, conosciuto in tutta Italia per aver ospitato centinaia di puntate del Bagaglino, hanno ormai staccato la corrente, come denunciato sui social dall'attrice Morgana Giovannetti: “Sono rientrata in quel meraviglioso teatro per riprendere degli strumenti musicali e vedere la muffa sulla moquette blu della platea, proprio lì dove la gente si diverte, ride, applaude e si emoziona, mi ha turbato.
Per favore: basta con questa atroce banalità della “chiesa sessuofobica che per secoli ha caricato la gente di sensi di colpa”. Questo stucchevole ritornello da massoneria romanesca primi ‘900 è stato appena ritirato fuori dalla stampa di sinistra per l’intervento di Bergoglio nell’ultimo libro di Carlo Petrini, guru dello slow food in fricassea progressista. Petrini è uno di quei – laicissimi - sacerdoti della gastronomia che venerano l’Aglio di Sulmona, si fanno benedire col Balsamico di Modena e vorrebbero essere sepolti nella fossa del Pecorino di fossa.
Il Regno d'Italia aveva tagliato sulle spese militari: furono così riadattati i vecchi fucili ad avancarica
Quando le casse dello Stato sono vuote, bisogna aguzzare l’ingegno: adattare quello che già si possiede, massimizzando la resa. Un esempio storico di questo virtuoso atteggiamento viene da un’impresa bellica il cui 150° ci apprestiamo a celebrare fra qualche giorno: la presa di Porta Pia.
Fu padre del Generalissimo Luigi e nonno di Raffaele jr. comandante nella guerra di liberazione
Cadorna: il nome di una famiglia legata ad almeno un secolo di storia italiana di cui si ricorda soprattutto uno degli esponenti, quello del Generalissimo Luigi che fu Comandante supremo durante la Grande Guerra.
Purtroppo, una grossolana demonizzazione ideologica sedimentata nei decenni ha trasferito un’immagine stereotipata di questo grande stratega ammirato sia dai suoi nemici che dagli omologhi stranieri ed ancor oggi studiato nelle accademie militari americane.
Davanti a Porta Pia sorge il Monumento al Bersagliere, imponente statua del 1932 che esprime tutta la spavalda determinazione di questa nuova figura di soldato, (il Corpo fu fondato nel 1836) caratterizzato da velocità di movimento, precisione nel tiro, flessibilità e resistenza, disciplina ed estremo addestramento fisico.
«La nostra stella, o signori, ve lo dichiaro apertamente, è di fare che la Città Eterna, sulla quale 25 secoli hanno accumulato ogni genere di gloria, diventi la splendida Capitale del Regno Italico». Così Cavour identificava il destino d’Italia con questa dichiarazione in Parlamento dell’11 ottobre 1860. Ci vollero dieci anni per realizzare una delle tappe più significative per l’Unificazione Nazionale, iniziata con l’epopea garibaldina e definitivamente compiuta con l’annessione della Venezia Giulia e del Trentino dopo la Grande Guerra.
Tra i primi giornalisti “embedded” (aggregati all'esercito) della contemporaneità vi fu lo scrittore ligure Edmondo de Amicis (1846– 1908), autore del notissimo, pedagogico libro “Cuore”. Intrapresa molto giovane la carriera militare, dopo aver partecipato alla campagna del 1866, De Amicis lasciò il mestiere delle armi per seguire le attività di giornalista, saggista e narratore. Nel 1870, appena 23enne, si trovava però di nuovo sul campo di battaglia al seguito del Regio Esercito come cronista militare.
«Non fate mai debiti con le banche»: queste furono le ultime parole di Angelo Rizzoli “il Vecchio” nato nel 1889 e morto esattamente 50 anni fa, il 24 settembre 1970, nella sua Milano. Al posto di “senior” abbiamo usato l’apposizione riservata dalla storia ai grandi personaggi, fossero fondatori di dinastie, scienziati o artisti. Il più grande editore italiano del ‘900 è stato, infatti, tutto questo: vero genio della contabilità, calcolava ancora a matita i pro e i contro degli investimenti che intraprendeva con un fiuto paragonabile a un estro creativo.
Alcuni pensano che l’aborto sia moralmente lecito e altri no. Un fatto è che la legge 194, in Italia, lo permette fino al 3° mese e fino al 5° in casi particolari. Un altro dato è che la fede cattolica non lo ammette in alcun modo, in quanto sostiene che l'essere umano è tale fin dal concepimento e ha diritto alla vita. La regola è questa. Punto.
L’ultima enciclica di Francesco “ Fratres omnes ” ha destato non poche irritazioni nella parte conservatrice del Paese: si tratta, in effetti, di un documento essenzialmente politico, con pochi riferimenti al Dio cristiano-cattolico, ma fortemente promotore di istanze che, di fatto, costituiscono una “dichiarazione di guerra” all’Italia come stato-nazione.
Da qualche calcolo emerge tutta la sproporzione nella valutazione del rischio
La paura del Covid va bene, ma quella dell’immigrazione no. Cerchiamo di capire se è vero. Addì 2 ottobre 2020, ore 13.15, Beppe Severgnini su La7, in sintonia col recente scatto d’orgoglio presidenziale, ha ammesso: “Sul Covid gli italiani sono stati SERI: si sono comportati bene perché hanno avuto PAURA!”.